lunedì 28 giugno 2010

CHALLENGER TORINO: Il diario della seconda giornata


La mia seconda giornata al Challenger di Torino non parte nel migliore dei modi, visto che appena uscito di casa mi vedo in lontananza il tram sfilare via. Nessuna chance di raggiungerlo e pertanto rassegnato giungo alla fermata, consapevole di arrivare in ritardo al Circolo della Stampa. E infatti arrivo verso le 13, con gli incontri di terzo turno di qualificazione, già avviati. In campo ci sono Alberto Brizzi, opposto al francese Bourquier, e Matteo Viola, opposto invece al portoghese Joao Silva. Entrambi i matches sono in parità, con il lombardo sul 3/3 e il veneto sul 2/2. I due campi di gioco sono adiacenti, per cui mi colloco in una posizione strategica, su una sediolina, in modo da poter vedere entrambi gli incontri in contemporanea. A poca distanza da me ci sono il coach di Sousa e il suo connazionale Frederico Gil, che stanno incitando a gran voce il loro beniamino. Siccome Viola mi sta molto simpatico e Sousa molto antipatico, per le sue continue lamentele, quasi a mò di sfida applaudo ogni punto di Matteo, che gioca davvero bene e tiene testa al più quotato sfidante. Nel mentre vedo Brizzi cedere la battuta e trovarsi sotto per 3/5. Mi concentro pertanto sul suo incontro e puntuale giunge il controbreak del lombardo, che dopo aver fallito un' ottima situazione di 15/40, ottiene lo stessp il break. I due poi tengono i servizi sino al tiebreak, dove è Alberto a partire forte e a salire subito 2-0. Il punto seguente è però del francese, con un bellissimo dritto, che porta lo stesso italiano a dire "Bravo, bravo, bravo!". Giunti sul 2/2 vi sono poi due errori del transalpino, che portano al cambiocampo sul 4/2 per l' italiano, che poi però sbaglia una volèe e si ritrova ben presto sul 5/5. Molto sfortunato il punto seguente, quando Alberto stecca col diritto e consegna il primo setpoint a Bourquier, che poi però sbaglia con un colpo uscito di pochissimo. Chiede la verifica all' arbitro, ma Brizzi è convintissimo del suo out e va al cambio campo. Arriva poi il secondo setpoint, 6/7, ma il francese dopo aver dominato lo scambio, se ne esce con una palla corta senza senso, puntualmente finita in rete.Altro setpoint, 7-8, e incredibile nuova smorzata in rete del francese. Alberto annulla poi un altro setpoint, prima di doversi arrendere per 11-9.

A questo punto torno a guardare Viola, che dopo una serie di games interminabili, è ancora 5/5. Anche quì si arriva al tiebreak, dove è Matteo a partire bene e a volare sul 2-0, prima di colpire la rete con due rovesci, per poi commettere un doppio fallo. Sul 2/3 l' azzurro continua però a giocare bene e a rispondere colpo su colpo al portoghese, che si trova poi sotto per 6/4, a seguito di un bellissimo punto del veneziano. Sousa annulla però i due setpoints di fila, anche se il terzo, sul 7/6, sarà quello buono. Sousa tenta di uscire dallo scambio con una bella smorzata, sulla quale però Viola si fionda e con controsmorzata vince il tiebreak, dopo quasi un' ora e mezza di lotta.

Mi prendo dunque una meritata pausa pranzo, allontanandomi momentaneamente dai campi. Scorgo Bolelli e Piatti, che però stanno andando anche loro a pranzo e pertanto evito domande di ogni genere. A vedere il match di Brizzi, trovo poi invece Naso, che sta tifando chiaramente per il lombardo, è che è felice di vedere Alberto vincere il secondo parziale per 6/3, dopo essere salito 4/1. Viola intanto è sotto 1/3 nel secondo set, anche se in breve tempo riesce a capovolgere la situazione e a portarsi sul 4/3. L' ottavo gioco è poi pura follia per Sousa, che sbaglia tutto e regala il break a 0. Matteo dal canto suo è solidissimo e chiude il match. Come ieri mi complimento con lui e ci avviamo insieme verso gli spogliatoi, tra una mia domanda e l' altra. Il veneto è cordialissimo e molto disponibile.

Venti minuti dopo sono nuovamente a vedere Brizzi, che non se la sta passando benissimo, anche se non è sotto di nessun break. Stavolta mi siedo nelle gradinate e inizio a tifarlo, insieme a molti altri sostenitori. Si giunge di nuovo al tiebreak, dove regna l' equilibrio sino al 2/2, quando il francese sembra rimbambirsi regalando tre punti di fila al lombardo, tra i quali una stop volley davvero ridicola. Tanto per cambiare però il tie torna in parità e si arriva di nuovo sul 6/6, come nel primo set. E' ancora Brizzi a dover annullare i primi matchpoints, e sul 7-8 lo fa con una risposta rischiosissima, che resta in campo e strappa applausi. Sull' 8-9 è invece un gran diritto a salvare il lombardo, che poi fortunatamente chiude 11/9, tra l' euforia generale.

Mentre sta per avere inizio la sfida tra Gianluca Naso e Francesco Aldi, vedo Thomas Fabbiano e la sua fidanzata per il circolo, e così gli strappo alcune dichiarazioni. Ben presto lo raggiunge Alessio Di Mauro, che è sottoposto da parte mia al medesimo trattamento. Il siciliano è davvero loquace, parliamo di cento argomenti e domani quando posterò la sua intervista avrete modo di concordare. Il tempo con Alessio, che è molto alla mano e per nulla montato, vola al punto che mi perdo praticamente tutto il primo set di Naso, che ha asfaltato Aldi per 6/3. Anche la seconda frazione è poi pura formalità, 6/0, con un Aldi, senza dubbio certo di entrare come lucky loser, e pertanto non proprio il ritratto dell' agonismo. Naso dal canto suo gioca bene come sempre, con notevoli aces e servizi vincenti, anche se gli errori gratuiti restano molti. Il pubblico è comunque tutto per lui e un po tutti si mostrano sorpresi dal vedere un talento simile nelle qualificazioni e con un ranking così basso. Eppure...

Verso le 17 gli incontri sono poi terminati, guardo 5 minuti dell' allenamento di Simone Bolelli, con il baby Stefano Napolitano, e decido di avviarmi verso casa. Peccato che in uno dei campi da gioco vi siano Potito Starace e Filippo Volandri, con i rispettivi Rianna e Fanucci, pronti a iniziare una seduta di allenamento. Non posso perdermelo e mi siedo a guardarli. Non ci crederete ma in pochi minuti si accumula una folla da brividi, e addirittura partono i primi applausi per le giocate di Filo o Poto. Addirittura quello dietro di me esclama: "Mi sto divertendo di più in questi 5 minuti, che in tutti i matches di qualificazioni!".
Ed effettivamente il gioco dei due azzurri è mostruoso. Tra una battuta e una risata prosegue il loro allenamento, mentre arriva anche Bracciali, che però si limita a guardare i due connazionali.

Trascorro in loro compagnia ancora una mezzora, poi vado via, apprendendo da un passante che l' Olanda ha battuto 2-1 la fortissima Slovacchia. Strano. Alle 18 e 40 sono a casa, Esausto, tanto per cambiare.

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