martedì 29 giugno 2010

ESLUSIVA, Intervista ad Alessio DI MAURO a 360 gradi:


Alessio, Chellenger di Torino, Main Draw, ti è capitato subito il temibile ceco Vanek.
"Sì Vanek è tosto, non sarà una partita semplice anche perchè lui ha difendere la semifinale dello scorso anno, quando perse da Starace. Io con lui ci ho giocato molte volte e ci ho vinto una sola volta, a fronte di tre o quattro sconfitte. Poteva però onestamente andare peggio. Torino è un grande torneo, ci sono tennisti molto forti, vedio i vari Seppi, Bolelli, Starace, Volandri, piuttosto che Gil e Gabashvili. Io ho pescato un giocatore medio, nè il più forte nè il più debole. In più di recente non ho mai letto il suo nome nei vari siti di tennis, per cui è probabile che non giochi da un po o che comunque sia in calo, rispetto alla scorsa stagione."

Tu, invece vieni da un momento non troppo positivo.
"Io ho fatto una buona stagione fino ad ora, anche se sì le ultime tre settimane sono state un po bruttine e carenti di risultati. Purtroppo ho fatto primo turno a Milano, dove difendevo il titolo, perdendo da Kukuschkin, che è forte e potevo senza dubbio pescare meglio, anche perchè il livello all' Harbour non era altissimo. La scorsa settimana invece ho giocato a reggio Emilia, facendo appunto di nuovo primo turno, ma avevo di fronte Junqueira, che è la mia bestia nera. Peccato perchè ero avanti 6/4 2/0, poi non sono stato bene per via dell' allergia, è ho perso al terzo set."

Per i tornei futuri, che obbiettivo ti sei posto, anche in termini di classifica.
"Onestamente a 32 anni ciò che viene, viene. il mio obbiettivo è comunque quello di poter tornare a giocare i tornei Atp, come in passato, ma non sarà semplice."

Hai parlato del passato, impossibile non chiederti della splendida finale raggiunta a Buenos Aires.
"E' stato un ottimo torneo, che non dimenticherò mai chiaramente. Avevo giocato molto bene, tranne in finale, quando persi in due rapidi sets da Juan Monaco, ma in quella circostanza non giocavo contro una persona ma contro 6000. Buenos Aires è come Roma per noi, tutti gli argentini vogliono vincervi e il pubblico è caldissimo. Quell' anno comunque fui davvero bravo anche perchè c' erano molti top players, come Moya, Ferrero, Calleri, Roitman.

Dopo quella finale raggiungesti anche il tuo best ranking, al numero 68, pensi sia fattibile migliorarlo ancora?
"No, no, assolutamente! Ci vorrebbero degli exploits clamorosi" (ride, ndr)

Restando invece all' anno in corso, a Roma non ti hanno dato la wildcard per le qualificazioni. ci sei rimasto male?
"Molto. Ci sono rimasto molto male. Ero andato nella capitale per giocare il torneo di pre-quali, che come criterio di scelta non è sbagliatissimo, però non può essere giocato un giorno prima delle qualificazioni e con le previsioni meteo che davano pioggia. Alla fine non si è giocato per la pioggia, io dovevo giocare con Miccini e non credo che avrei avuto particolari problemi a vincere. La Federazione e Barazzutti hanno così optato per scegliere le wildcards e non mi hanno scelto. Certo, non sono cose che fanno piacere. Loro poi nelle quali hanno perso subito, però per i vari Gaio e Giannessi è siciramente stata un' esperienza utile."

Hai già pensato a come sarà la tua vita quando ti ritirerai dall' attività agonistica?
"Non ho ancora pensato veramente al futuro. Sarà comunque una vita sempre legata al mondo del tennis. Insieme al mio coach storico, Rizzo, ho comprato il circolo di Catania e pertanto la mia vita sarà lì, in quell' attività."

E allenare un giovane, piuttosto che una ragazza, ti piacerebbe?
"Sinceramente dopo 15 anni che giro per 30 settimane l' anno, mi piacerebbe avere una vita più sedentaria. E' un' idea comunque che mi affascina e lo farei a patto di farlo insieme a qualcun altro, in modo da viaggiare ad esempio solo 15 settimane. Per quel che riguarda i giovani è chiaro che i vari Gaio e Giannessi sarebbe bello allenarli, ma ho già ricevute mezze richieste da altri tennisti azzurri. Allenare una ragazza? Nessun problema. Anzi forse sarebbe più semplice."

Mentre, ricoprire un giorno il ruolo di capitano non giocatore dell' Italia, ti affascinerebbe oppure no? In via ipotetica ovviamente.ù
"Sarebbe un ruolo molto impegnativo, ma è completamente impossibile. Per ricoprirlo devi avere comunque buoni rapporti con la Federazione e io non li ho mai avuti."

Restando in chiave Davis, come vedi lo spareggio con la Svezia? Possibilità?
"Per me è una sfida durissima. Leggevo molti commenti di ottimismo nei vari giornali, ma secondo me abbiamo il 10% di passare il turno. Soderling è fortissimo e anche Vinciguerra o J. Johansson, non sono facili da affrontare. E' tutta gente che sul veloce inizia a farti aces a volontà. Poi in indoor Starace non è affidabile come sulla terra. Per me, ripeto, sarà durissima."

Un' ultima domanda, la schiavone ha appena vinto il Roland Garros, mentre gli uomini a malapena raggiungono il terzo turno di uno Slam. Ti sei mai chiesto il perchè?!
"Per me tra gli uomini manca un tennista che possa fare da traino, che traini tutto il movimento verso grandi risultati. Per me questo trascinatore potrebbe essere Starace, che è il tennista italiano più forte e che ho sempre pensato dovesse essere fisso tra i top 30. Anche adesso che è comunque nei top 60, è troppo poco per uno come lui. A livello di Slam un exploit me lo aspetto da Seppi, che è bravo su tutte le superfici, e potrebbe regalarci qualche soddisfazione. Certo, non parlo di vincere Slams o simili, perchè comunque ci sono due mostri sacri quali Federer e Nadal, però con un buon sorteggio Andreas potrebbe benissimo fare quarti di finale."

"Certo ultimamente è un po in crisi di risultati, ma appena ritroverà serenità, farà bene. Il caso Davis lo ha certamente penalizzato psicologicamente. Io poi ci ho parlato con lui e mi ha confermato che si trattava solo di uno stop annuale, ma che lui ci tiene all' azzurro. Non mi sento di dargli contro, perchè comunque giocare la Davis ti porta via minimo due settimane, quella in cui giochi e perdi altri tornei, e quella precedente, dove vai in ritiro con la squadra. Io mi ricordo che l' unica volta in cui giocai, contro la Georgia, ero tesissimo e sono stato poco concentrato sui tornei per almeno un mese."

Ringrazio a questo punto, il gentilissimo Alessio. In bocca al lupo per il tuo match con Vanek.
"Grazie a te. Crepi il lupo!"        

Intervista di Francesco Curello, foto di Gabriele Acquistapace

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