Articolo di Matteo Milanese, foto di Francesco Curello(tutti i diritti sono riservati!)
Arrivo al circolo tennis Maggioni circa 10 minuti più tardi del solito, intorno alle 16.40 e trovo in campo Lorenzi e Cervenak, i quali stanno disputando il secondo game dell’incontro. Il giocatore slovacco, 23 anni e numero 243 delle classifiche Atp, parte subito forte e,complice qualche errore di troppo di Lorenzi, vola sul *3-0 e 30-0. Lorenzi riesce a reagire e si porta sul 2-3* e 0-30 sul servizio dello slovacco, il quale però non si fa sorprendere e aiutandosi col servizio mantiene la battuta. Il resto del set è pura formalità per Cervenak che prima toglie a 0 la battuta a Paolino, per poi tenere agevolmente il proprio turno di servizio e chiudere 6-2. Primo set pieno di errori per Lorenzi al quale non è funzionato il suo ormai consueto serve and volley e ha inoltre commesso molti errori di dritto; dall’altro canto lo slovacco è stato molto più propositivo del senese, riuscendosi ad aprire molto bene il campo col dritto con cui si è guadagnato molti punti. In breve, un buonissimo Cervenak ma uno spento Lorenzi. Il secondo set è tutta un’altra storia, così come il terzo: Lorenzi migliora notevolmente la prima palla di servizio con la quale spinge di più e si guadagna molti vincenti, comincia ad eseguire inoltre pregevoli serve and volley e qualche palla corta vincente, di dritto appena può spinge e sfonda. Anche il mio tifo aumenta, spinto anche dalla grande tenacia e la grande fame di vittoria di Paolino che ad ogni punto, nel secondo e terzo set, cercava di auto-incitarsi in tutti i modi. Per farla breve nel secondo e terzo set Paolino ha aumentato il ritmo, ha cominciato a comandare lo scambio da fondo con molta più frequenza e lo slovacco ha trovato solo qualche vincente estemporaneo di dritto.
Alla fine Lorenzi, con qualche patema di troppo nell’ultimo game di battuta, ha portato a casa l’incontro per 2-6 6-1 6-4, annullando nel 2° set 3 palle break senza mai cedere la battuta, così come nel terzo dove non ha dovuto affrontare nessuna palla break a suo sfavore.
Alla fine Lorenzi, con qualche patema di troppo nell’ultimo game di battuta, ha portato a casa l’incontro per 2-6 6-1 6-4, annullando nel 2° set 3 palle break senza mai cedere la battuta, così come nel terzo dove non ha dovuto affrontare nessuna palla break a suo sfavore.
Nel frattempo Riba molto facilmente si è sbarazzato del suo connazionale Clar-Rossello per 6-2 6-1.
Invece, purtroppo per i colori italici, gli altri due match di giornata sono stati a senso unico, ovvero quello fra Thomas Fabbiano e Carlos Berlocq e il match serale fra Flavio Cipolla e Adrian Ungur.
Nel primo incontro Berlocq ha dominato l’incontro dall’inizio alla fine, escluso un piccolissimo passaggio a vuoto sull’ 1-1 nel secondo set dove ha subito il break, che ha subito riconquistato. Troppa la differenza di pesantezza di palla fra i due; Berlocq, testa di serie numero 6 e semifinalista settimana scorsa a Torino dove ha perso in 3 set da Starace, ha commesso pochissimo errori non forzati e martellava da fondo sempre, specie con il dritto e ha ottenuti anche alcuni punti col rovescio lungo linea. Thomas cercava di appoggiarsi ai colpi molto più pesanti dell’avversario per poi cercare di sfondare e di attaccare con il dritto in varie circostanze, che però è stato spesso affossato in rete, per non parlare del rovescio con cui ha commesso errori anche molto banali.
Fabbiano mi ha fatto una bruttissima impressione quest’oggi, pare addirittura regredito rispetto a due settimane fa nel challenger di Reggio Emilia fa in cui ha battuto un avversario del calibro di Thiago Alves e dove ha rischiato battere Pablo Andujar, giustiziere di Bolelli al roland garros e finalista nel torneo romagnolo. Neanche il servizio del pugliese ha funzionato più di tanto, infatti con la prima non ha vinto neanche il 50% dei punti e non è riuscito a spingerla più di tanto.
Nell’incontro serale, a cui assistevano pochi spettatori, dovuto anche al fatto del concomitante match di semifinale mondiale di calcio fra Spagna e Germania, Flavio Cipolla è stato direi demolito da Ungur e dai suoi ottimi colpi, sia di dritto che di rovescio. E pensare che Flavio era partito subito bene portandosi avanti 1-0 e avendo a disposizione due palle break; Flavio però non riesce ad essere aggressivo e incomincia a subire il gioco di Ungur che non si fa sorprendere assolutamente dal back di rovescio di Flavio e neanche dalle sue palle corte, sporadiche oggi.
Un Flavio totalmente inerme, annichilito dal suo avversario assolutamente più forte di lui in questo momento e dotato di un rovescio favoloso, sia in lungolinea che in diagonale e con un servizio ottimo che ha dato parecchie,enormi difficoltà a Flavio. A niente è servito il continuo su e in giù di Quirino Cipolla che cercava da bordo campo di seguire il più vicino possibile il proprio figlio nonché allievo. Flavio cede di schianto in un’ora e un quarto di gioco con il punteggio di 6-1 6-1. Nel secondo set Flavio non ha sfruttato 6 palle break, ottenute soprattutto per gli errori del rumeno che però si riscattato prontamente annullando le palle break alla grande. Uniche piccolissime note positiva per Flavio due passanti, uno di rovescio e uno di dritto.
C’è proprio qualcosa che non va in Flavio: è vero sì che noi tutto sappiamo che è molto leggerino ed è dotato di un servizio di basso livello, ma il Flavio dei giorni migliori ci ha dimostrato di saper competere sopperendo ai suoi difetti grazie alla classe,al tocco e alla grinta. Direi che l’ultimo “ingrediente” manca di sicuro.
E con Flavio che se ne torna velocemente in albergo e anche molto rattristato( chi lo biasima?), me ne torno a casa, senza sapere se domani potrò tornare al circolo o meno.
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